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I tre moschettieri alla corte di Basso e Nibali

Dal giornale L'Arena:

Bettini spinge Viviani: può fare bene su strada e in pista, lo aspettiamo per Londra 2012 Finetto vuole ritrovare il feeling con la vittoria, Bellotti non vede l'ora di rompere il ghiaccio

C'è, a ripetizione, Elia Viviani nelle immagini dei trionfi Liquigas 2010. Il suo nome figura tra i 13 corridori vittoriosi del gruppo ciclistico numero 1 in Italia, secondo nel mondo a fine 2010 (ora nono dopo entrate e uscite) e tra quelli delle belle speranze del ciclismo italiano.
Nell'elegante Palazzo Cusani, dove viene presentata la squadra, il commissario tecnico Paolo Bettini sottolinea che «in questa squadra ci sono corridori come Viviani che stanno dimostrando come si possa fare bene strada e pista». «Spero - aggiunge - che Elia cresca ancora perché Londra 2012 è vicina e perché noi ne abbiamo bisogno». E qui entrano in ballo i programmi che dovranno accompagnare la stagione del corridore di Vallese di Oppeano, che scatta stamane con il lungo volo in Australia dove si confronterà in una corsa Pro Tour con tanti big, Armstrong compreso, in «una corsa a tappe fatta da un circuito e sei tappe pianeggianti che fanno presumere sei arrivi in volata».

C'è, il timore, insomma, che Liquigas non tenga tanto conto delle aspirazioni e possibilità di Viviani come pistard e lo voglia presentare anche a classiche del Nord, tipo Gand-Wewelgem. Ma Elia assicura: «I miei programmi sono definiti chiaramente solo fino al Mondiale in pista di fine marzo, dove correrò l'omnium. Dopo il Down Under Tour in Australia dove punto decisamente a vincere una tappa e dove arrivo con alle spalle una buona settimana di lavoro a Valencia e in una buona condizione, sarò a Donoratico, a Manchester per la Coppa del mondo in pista, in India, alla due giorni svizzera, al Giro del Friuli. Poi potrei fare la Tirreno-Adriatico, ma la decisione sarà presa solo dopo aver valutato la situazione in vista del Mondiale su pista, obiettivo dell'anno per conquistare punti utili all'ammissione ai Giochi olimpici di Londra». Viviani parte oggi per l'Australia «dove - dice sicuro il direttore sportivo Mariuzzo - faremo risultato». Elia sarà il velocista della squadra assieme a Sabatini. E l'obiettivo è «dare subito la prima vittoria alla Liquigas», società che punterà su Nibali per il Giro d'Italia (e Basso, se deciderà di parteciparvi, lo aiuterà) e su Basso per il Tour («è un sogno che cullo da tempo e ritengo di avere ancora qualche anno per coronarlo») ed ha «l'obiettivo, difficile ma stimolante, di migliorare il 2010», dove ha vinto Giro e Vuelta all'interno di 39 successi.
Anche Elia, 22 anni il prossimo febbraio, tre volte vittorioso al primo anno da professionista, sa bene che «confermarsi è sempre più difficile», ma guarda «con fiducia alla nuova stagione» nella quale si parla di lui anche come possibile candidato ad una maglia azzurra al Mondiale su strada di Copenaghen.
Si presentano al via con fiducia anche gli altri due veronesi del gruppo. Mauro Finetto, 26 anni a maggio, comincia la quarta stagione da professionista. In carriera ha vinto tre volte «ed ora di riprendere a farlo». Ha appena trascorso un periodo di preparazione prima in Toscana e poi in Sicilia, con Nibali, ma non sa ancora quando comincerà «perché è stata annullata la spedizione in Qatar». «Probabilmente - riferisce - comincerò in Sardegna da dove saremo in ritiro da oggi, poi Parigi-Nizza, Coppi&Bartali, Paesi Baschi e le classiche del Nord».
L'obiettivo è preciso: «Fare qualcosa di buono già alla Parigi-Nizza e alla Coppi&Bartali, magari vincendo una tappa, e poi essere al meglio per Amstel, Freccia e Liegi».
Dove le speranze sono tante «e dove, così mi ha detto il mio direttore sportivo, Zanatta, dovrei avere il mio spazio». Lassù, infatti, tra i big Liquigas ci sarà solo Nibali e per la sola "Liegi". «Delle tre - dice Finetto - la Liegi-Bastogne-Liegi è il sogno, ma più realisticamente penso alla Freccia Vallone, più adatta alle mie caratteristiche, almeno da quanto ho visto l'anno scorso. E lì gli stessi big penseranno più alla Liegi. Insomma, vorrei fare bene». E poi? Giro o Tour? «La Liquigas - risponde il corridore della val d'Illasi - vorrebbe farmi fare il Giro, ma io soffro di allergia al polline e questa scoppia soprattutto in aprile, allo sbocciare della fioritura. Nel 2010 mi è capitato proprio il giorno della "Liegi". Hanno visto il buon lavoro che ho svolto l'anno scorso alla Vuelta e mi vorrebbero al Giro. Ma se stessi male, sarebbe come avere un uomo in meno in squadra. Vedremo. Altrimenti, ci sarà il Tour».
Francesco Bellotti, 32 anni in agosto, alza l'età media della squadra (26 anni). È uomo d'esperienza. Se si affaccia alla nona stagione da professionista senza aver mai vinto, con la maglia di uno squadrone come la Liquigas, significa che il suo lavoro di gregario è apprezzato al massimo. E lui sa bene che «da Laigueglia in poi ci sarà da lavorare per i capitani». Intanto parte per il ritiro in Sardegna «da dove, però - fa presente - dovrei tornare prima degli altri perché sono in attesa della nascita della mia prima bambina». «Per il resto - riferisce il corridore cresciuto con la maglia dell'Ausonia -, il mio orientamento sarebbe quello di partecipare al prossimo Tour de France».
Alla presentazione della Liquigas, c'è anche Massimo Strazzer. L'ex professionista veronese fa parte dell'entourage tecnico della squadra con Equistasi, partner per l'utilizzo di uno stabilizzatore posturale che serve per la migliore postura in sella e per qualsiasi movimento. «Trasforma - riferisce Strazzer - l'energia termica in meccanica e vibra ad altissima frequenza, attivando sistemi di controllo motorio e attiva quello che si è perso in postura».


Never Settle - Team Liquigas Cannondale




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